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By Bernardo Tasso

Quando l' Aurora i rugiadosi fiori

fa col suo pianto, e mena seco il giorno,

e quando torna in occidente il Sole,

e degli orridi monti è maggior l' ombra,

invita Amor con dolorosi versi

a lagnarsi la lingua, a pianger l' alma.

Lasso, va ognor pellegrinando l' alma,

ne la stagion che fan più bella i fiori,

allor che degli augei s' odono i versi,

e quando è breve e più gelato il giorno,

de l' amato arbuscel cercando l' ombra,

sol per fuggir d' amor l' ardente sole.

Ancor un dì non ha portato il Sole

tranquillo o lieto a questa miser' alma,

né potuto ho trovar soave l' ombra

de' verdi rami; le viole e i fiori

d' Amor son per me secchi, e notte e giorno

sfogo l' acerbo duol con novi versi.

Ma non curò giamai rime né versi

la Donna agli occhi miei lucido sole,

tal che veder non spero in alcun giorno

piegato il cor, e quell' indurat' alma,

benché rinaschin mille volte i fiori,

e perdin gli arbuscei le foglie e l' ombra.

Misero, quante volte a la dolc' ombra

d' un bel Genebro con dolenti versi

ho piene di pietà l' erbette e i fiori;

quante fiate ho pien d' invidia il Sole

lodando quella bella angelic' alma,

ond' a noi già mostrò men chiaro il giorno!

E colei, ch' a sua voglia e notte e giorno

dona a quest' occhi e lieta e trista l' ombra,

non destò mai di me desio ne l' alma,

sì che potessi con più lieti versi

cantando salutar talora il Sole,

e coglier del mio amore o frutti o fiori.

Aprile senza fior, senz' alba il giorno

fia prima, e 'l Mondo senza sole et ombra,

ch' oda i miei versi quella rigid' alma.