81
Quel dì sacro e felice a l'uman seme,
in cui fé il sol de duol già aperto segno,
scurando i raggi suoi, mentre nel legno
pendea il sommo Fattor, nostra alma speme,
qual cor perfido e dur non strigne e preme
a contenzione? o quale acerbo ingegno
non fa de perdonanza e merto degno,
almo fedel, buon, ch'ama Dio e teme?
Dunque omai, Cristiani, alzate al cielo
la mente, i vostri occhi, e i cor sinceri
levate a quel che altro cibo non pasce!
O mirabil virtù, fondato zelo,
qual mortal scelerato è che in Dio speri,
che non sia como quel che giace in fasce?