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Se mercè da se stessa non m'aìta,
che mille volte per cercar son mosso
(ma trovo me d'ogni valor sì scosso
che non è di parlar la lingua ardita),
sì profonda e mortale è la ferita
nel lato manco, dove io son percosso,
ch'io temo certo (e riperar non posso)
che fia lungo il mio mal quanto la vita.
Vedete inanzi a·vvoi, dolce mio foco,
come m'aggiaccia e mi spaventa Amore
e scopre in gli atti il mio dolore eterno.
Allor travaglia dentro, e manca poco
che for non esca de la fronte il core,
a farvi fede del mio stato interno.