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Dal dì ch'a laida Taida m'accostai,
In fresca età la libertà perdei,
E per gradir, e per seguir costei
Ben spesso lungi da me stesso andai.
Le saette d'Amor al cor provai,
E gieli più crudeli de' rifei,
E ben lo sanno i sensi intensi miei
Quanto m'ansi, arsi, piansi, e sospirai.
Non servitù, ma schiavitù soffrii
Per disgusti non dare ai gusti suoi,
E in guai entrai onde non mai ne uscii.
L'unghie de' mostri e i rostri d'avoltoi
Mi sbranar, lacerar, e ognior sentii
Puntuti, acuti pungoli, e rasoi.