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Signor mio, questo sì che forse è stato
error da non purgarsi così tosto:
che il vostro nome e quel di molti ho posto
in luoco non conforme a degno stato.
Quasi a lor converrebbe un più onorato,
e, per i lor onor, via più disposto,
né mettervi in Sonetti senza costo,
con farne a la sicura buon mercato.
Certo error è: ma le mie voglie schiette
m'han fatto errar: pur in difensione
del vostro onor dirò due parolette:
Che del buon'oro la perfezione
più si discopre allor, quando si mette
al paragon del piombo e de l'ottone.