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By Simone Serdini

Amor, tu sai che sempre i' fui suggetto

del regno tuo con tutto il mio disire;

tu m'hai prestata l'eloquenza e 'l dire,

la fantasia, l'ingegno e l'intelletto.

Celar non sapre' mai al tuo conspetto,

ch'io non t'amasse pronto e con ardire;

inanzi sofferrei certo morire

che simular la gloria e 'l mio diletto.

Parli il vulgo bestial, parli a suo modo

(senza virtù, gente ignorante e ingrata),

sempre a mal dire presontuoso e fero!

E io, quanto di lor più vedo e odo,

manco men cale; e forse una fïata

in li lor frutti bastarà il pensiero.