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By Auteur inconnu

Al mio pensier non s'appresenta oggetto,

Scorra pur egli l'Universo intero,

Che veduto ad un lume occulto e vero,

E manchevol non sembri ed imperfetto.

Ond'io dico, rivolto all'Intelletto,

Che va d'un tal conoscimento altero:

"Dunque impressa ho l'idea nel mio pensiero,

L'idea dell'infinito e del perfetto,

Ché se di quel che miro io non son pago,

Altra addur non potrò certa ragione,

Se non l'aver di maggior cosa immago;

La qual, perocch'è in me, l'alto suppone

Vero esemplare, in cui sol io m'appago,

O che il nulla di lei saria cagione."