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By Giovanni Guidiccioni

— Com'avrà sparsi i santi odor l'Aurora

col grembo d'oro in questa parte e 'n quella,

tesserti mi vedrai laurea sì bella,

ch'invidia te n'avran Cerere e Flora,

immortal dea: s'al biondo Apollo ancora

non cedi né a sua chiara invida stella,

non mi sei già men cara, alma sorella;

se tu argenti le rive, egli le 'ndora.

S'a quest'olmi due viti, a que' due faggi

l'edra è per sempre, ahi misera! abbracciata,

perch' io non teco, o dolce Tirsi mio? —

Così spargendo Alcippe innamorata

lacrime e voci a Tirsi lungo 'l rio,

sen gîr fuggendo d'oriente i raggi.