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By Nicolò Franco

Aretin, tu mi fai maravigliare

avendo avuto in Roma male sorte:

prima stroppiato, e poi ferito a morte,

tanto che ti fu forza di nettare.

Cosa troppo mirabile a pensare,

ch'a un uom sì degno la Romana Corte

chiudesse de le grazie le porte;

ma tu pur pensi che io voglia burlare.

Io parlo netto e chiaro e non sofisto,

e conoscendo il Clero e i fatti suoi,

non ne stupisco pur, ma me n'attristo.

Mo, puttana de dè, poi che tu vuoi,

or chi diventa in Roma più di Cristo,

se non tutti i crestosi pari tuoi?