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By Tommaso Campanella

La fabbrica del mondo e di sue parti,

e di lor particelle e parti loro

gli usi accertati, il mirabil lavoro

pòn, saggio Autor, buon senza fin provarti.

Poi gli abusi de' bruti e di nostre arti,

de' mali il gaudio e de' buoni il martoro,

l'errar ciascun dal fine, a me ch'ignoro,

dicon che 'l Fabbro dal Rettor s'apparti.

Possanza, Senno, Amor, dunque, infinito

commette altrui il governo e si riposa:

dunque si invecchia o si fa negligente?

Ma un solo è Dio, da cui sarà finito

tanto scompiglio, e la ragion nascosa

aperta, onde peccò cotanta gente.