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By Auteur inconnu

Tessea ghirlande al crin la bionda Clori

Al mar non lunge in bel boschetto ombroso,

E pronto avea per saettare i cuori

Il pargoletto Arcier ne gli occhi ascoso.

Schiera di grazie e di vezzosi Amori

Prendean dintorno a lei grato riposo,

E vaghi di mirarla erbette e fiori

Rendean più lieto il suolo e più pomposo.

Stupido io resto; ella discioglie intanto

Al suon di dolci e fresche e limpid'acque,

Che vicine scorrean, la lingua al canto.

A sì rara armonia l'aura si tacque,

Filomena acquetò l'antico pianto,

E nel suo letto il mar senz'onda giacque.