82r
Quand'io risguardo alla tuo carità,
la qual mi fa di virtù brullo e casso,
anzi dormente, pigro quale un tasso,
involto da pensier di vanità,
s'io non seguo la legge d'amistà
non è perch'io sie sazio, anzi son lasso
per mio destino, el qual mi dà fracasso,
dandomi in giù e 'n su e 'n qua e 'n là.
El calendario tuo ho posto lì
nello scrittoio in sul desco mio verace,
onde lo puoi fornir, come tu di'.
E quando Arno ti trae di contumace,
ti piaccia ritornare a veder mi,
come per uso t'è suto capace.
La 'nfermità si tace
di mie sorella, perché assai pregate
hanno per lei la somma Trinitate.
E di queste derrate
ci pasce el mondo con affanni e pene;
ma che differenza è dal male al bene!