82r

By Filippo Scarlatti

Quand'io risguardo alla tuo carità,

la qual mi fa di virtù brullo e casso,

anzi dormente, pigro quale un tasso,

involto da pensier di vanità,

s'io non seguo la legge d'amistà

non è perch'io sie sazio, anzi son lasso

per mio destino, el qual mi dà fracasso,

dandomi in giù e 'n su e 'n qua e 'n là.

El calendario tuo ho posto lì

nello scrittoio in sul desco mio verace,

onde lo puoi fornir, come tu di'.

E quando Arno ti trae di contumace,

ti piaccia ritornare a veder mi,

come per uso t'è suto capace.

La 'nfermità si tace

di mie sorella, perché assai pregate

hanno per lei la somma Trinitate.

E di queste derrate

ci pasce el mondo con affanni e pene;

ma che differenza è dal male al bene!