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By Chiara Matraini Contarini

Vago augelletto puro, almo e gentile,

che dolcemente canti e sfoghi il core

mercé sperando aver del tuo dolore,

non longe assai dal bel fiorito Aprile,

ma io già mai col mio dolente stile,

in ch'io piango e mi doglio, a più liet'ore

giugner non spero, o 'ntepidir l'ardore

ch'io sento, o m'oda la bell'alma umile.

Tu la tua dolce, amata compagnia

troverai forsi in aere, in ramo, o in terra;

io la mia dove o quando, i' non saprei.

Te la tua sente; ma chi dolce apria

mio cuore e speme, è spento oggi sotterra,

né le mie voci ascolta o' pianti miei.