84
Ricca, famosa e inestimabil tomba
fondata a ricoprir le ignude membra
ch'ebber molti anni un glorïoso spirto
che fa fiorir ne le sue rime un lauro,
col core acceso io vengo, e con la lingua
a salutar colui chi non è morto.
Non è Francesco veramente morto,
benché sia freddo nella fredda tomba,
però che con virtù della sua lingua
mentre ebbe el peso de le vive membra
cinse la chioma d'un formoso lauro
chi fa l'om immortal sì come el spirto.
Spira del tuo favor felice spirto
là dove io son senza el mio lume morto,
ch'io non posso da me gustar quel lauro
che del triunfo suol ornar la tomba,
né senza lei sapper chi le mie membra
eterne faccia con la sciolta lingua.
Dal Ciel mi snoda la confusa lingua
quanto conviensi a un sì pietoso spirto
che qui lassò queste amorose membra.
Se ciò non merto, almen poi che sia morto
dammi un sasso vicino alla tua tomba,
se non mi sdegna un sì flagrante lauro.
Io sudo appiè del faticoso lauro
ove ti chiamo con la stanca lingua,
ch'i' vorrei col tuo lume uscir di tomba
e con mie note intenerir lo spirto
sol di colei ch'al suo partir m'ha morto,
e senza alma lasciommi aride membra.
Tu già piangesti le troncate membra
per molto tempo d'un peregrin lauro;
et io, piangendo chi al partir m'ha morto,
vo fatigando el Ciel con la mia lingua,
né già mai spero tranquillar lo spirto,
se non quando sarò dentro alla tomba.
Felice tomba, che le belle membra
chiudi, no 'l spirto, di questo almo lauro,
mai senza lingua non sarà el tuo morto.