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By Luca Valenziano

Ricca, famosa e inestimabil tomba

fondata a ricoprir le ignude membra

ch'ebber molti anni un glorïoso spirto

che fa fiorir ne le sue rime un lauro,

col core acceso io vengo, e con la lingua

a salutar colui chi non è morto.

Non è Francesco veramente morto,

benché sia freddo nella fredda tomba,

però che con virtù della sua lingua

mentre ebbe el peso de le vive membra

cinse la chioma d'un formoso lauro

chi fa l'om immortal sì come el spirto.

Spira del tuo favor felice spirto

là dove io son senza el mio lume morto,

ch'io non posso da me gustar quel lauro

che del triunfo suol ornar la tomba,

né senza lei sapper chi le mie membra

eterne faccia con la sciolta lingua.

Dal Ciel mi snoda la confusa lingua

quanto conviensi a un sì pietoso spirto

che qui lassò queste amorose membra.

Se ciò non merto, almen poi che sia morto

dammi un sasso vicino alla tua tomba,

se non mi sdegna un sì flagrante lauro.

Io sudo appiè del faticoso lauro

ove ti chiamo con la stanca lingua,

ch'i' vorrei col tuo lume uscir di tomba

e con mie note intenerir lo spirto

sol di colei ch'al suo partir m'ha morto,

e senza alma lasciommi aride membra.

Tu già piangesti le troncate membra

per molto tempo d'un peregrin lauro;

et io, piangendo chi al partir m'ha morto,

vo fatigando el Ciel con la mia lingua,

né già mai spero tranquillar lo spirto,

se non quando sarò dentro alla tomba.

Felice tomba, che le belle membra

chiudi, no 'l spirto, di questo almo lauro,

mai senza lingua non sarà el tuo morto.