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By Tommaso Campanella

Belle, buone e felici e senza ammenda,

onde laude si renda - al Creatore,

che tanto amore - ed arte in farle pose,

son tutte cose.

Voi, tutte cose, a celebrar invito

colui, che n'ha largito - ciò che siamo,

poi che eravamo - nulla. E per memoria,

cantiamo in gloria.

Cantiamo in gloria Dio, Prima Potenza,

Dio, Prima Sapienza, - Amor Primero,

Ben vivo e vero, - senza fin giocondo.

Cominci il mondo,

cominci il mondo, statua altèra e degna

di lui che sempre regna - e gran trofeo,

di ciò che feo - armario sacrosanto,

un nuovo canto.

Di' un nuovo canto tu, che l'universo

penetri, ad ogni verso - penetrato,

spazio, al creato - esser base immota,

che giace o mota.

Se giace o mota, la corporea mole,

unita o sparta, cole - l'alta Idea,

per cui si bea - di forme ognor novelle,

soavi e belle.

Soavi e belle pompe del gran Dio,

lodate il vostro e mio - Signor, di cui

uscendo nui, - fu il tempo, ch'è il successo

degli enti, espresso.

Fu agli enti impresso anche 'l vigor nativo

che dal nascer descrivo - poi Natura,

interna cura - ed arte, che dà loro

quel Dio ch'adoro.

Quel Dio, ch'adoro, a voi laudar conviensi,

calor e freddo, immensi - di possanza,

per cui sostanza, - guerreggiando, fue

partita in due.

Partite in due dunque i vostri accenti,

magnifici elementi, - Cielo e Terra,

dalla cui guerra - poi nasce ogni misto,

che Dio ha provvisto.

Dio ha pur provvisto che l'un porti 'l giorno,

l'altro la notte, intorno - raggirando,

manifestando - il Creator sovrano

di mano in mano.

Di mano in mano, voi, tenebre e luce,

cantate il sommo Duce, - e voi, quiete

e moto, avete - parte in tanto carme

per più svegliarme.

Per più svegliarme, raro e denso, estreme

tempre, mentre uno teme - e l'altro spera,

prendete sfera - di sorti diverse,

e cause avverse.

Fra cause avverse e simili, adornate,

Fato, Necessitate - ed Armonia,

che Dio v'invia - in ogni parte e tutto

ciò che ha costrutto.

Ciò che ha costrutto in Dio si sta e si muove,

e con scerete pruove - ancora sente

la Prima Mente - e, come sa, l'adora;

ed in lui vive, benché par che mora,

grazie a colui che sempre mi ristora.