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Signor, quell'indicibile grandezza
de l'altero vostr'animo, che suole
tutte l'altre annullar, sì come il sole
tra le stelle minor la sua bellezza,
scorge l'alma e la mente in tanta altezza,
che face le mie voglie al mondo ir sole;
né le ponno aguagliare opre o parole
colme di sì ineffabile dolcezza.
Ma quanto il desir mio chiaro trascende
e più s'erge il pensiero al divin segno,
tanto l'oggetto soggiornando acquista.
Non prenda dunque vostra altezza a sdegno
se il frale mio saver più non s'ostende,
ché, mirando nel Sol, perdo la vista.