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By Niccolò da Correggio

L'è ben ragion che doppo un longo amaro

di qualche dolce si conforti il gusto;

ma già mi trovo tanto secco e adusto,

che un fonte asciugaria limpido e chiaro.

Ben fu il cinamo a me precioso e caro,

ma ogni cordial rimedio ho già sì frusto,

che più mi giovaria un sguardo venusto,

perché ciascun desia quel che è più raro.

L'è ver che sotto il dolce che mi mandi

obrobrii, vilipendii e scorni trovo,

ché infido e traditor tu me dimandi;

pur dal servizio tuo non me rimovo,

e benché al carro abbi elefanti grandi,

per fede ardisco entrar seco al tuo giovo.