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By Torquato Tasso

Più di saper che di contender vago,

Gualengo, io volgo or queste or quelle carte

ove s'apprende il vero e 'nsieme l'arte

che dal falso il distingue, e me n'appago;

ma tu che fai? Miri un cortese e vago

ciglio, o la man ch'i cori incide e parte?

o pur due trecce d'oro a l'aura sparte?

Deh, non t'inganni Amor sofista e mago.

Ma da questi sì dotti antichi inchiostri

d'ordire impara e tu sì forti nodi,

che s'ei te prender vuol, tu lui n'avvolga;

né rallentalo poi ben ch'ei si volga

d'una in altra sembianza in vari modi,

sin che nel proprio aspetto a te si mostri.