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By Comedio Venuti

Turbato e tristo dei miei casi avversi,

me chiudo e serro e gittomi disteso

in quel remoto loco, ove onne peso

lo stanco cor ripon per guai diversi,

ché i buon rimedî miei veggo sommersi

e sentome de nuovo tanto offeso

che non so como io possa esser deffeso

da tanti e tali infortunî perversi.

Ricordome nel tempo già passato

la mia lassa e sconsolata vita

goder contenta nel suo dolce stato,

onde sol questo a sospirar me 'nvita;

ma credo ben che sia il mio gran peccato

casgion di questa tal pena infinita.