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By Pietro Aretino

Viola mia, io non t’ho visto uguanno

tanto belloccia quanto ti veggo oggi:

tale isvaghezza l’erbe e i fior non hanno

che sono ne le pratora e ne i poggi;

ma ogni cosa è per il mio malanno

e per ch’io moia isvezzeggiando e sfoggi:

e paio, nel mirarte a la reale,

un che mangia una cosa che fa male.