863
Né più bel crine annoda o spiega a' venti,
né più begli occhi alcuna affisa o gira,
né più dolce aura mai si move e spira,
né cantar s'ode in più soavi accenti,
né con più dotta man ne l'egre menti
cantando mitigar lo sdegno e l'ira,
né con più bianca dimostrar si mira
l'arte e seguire i detti or presti or lenti;
né fan più bel concento in altro core
Vittoria, il senno e i bei costumi onesti,
e ben felice è il coro e chi l'ascolta.
E chi degno è d'onor, che non l'onore?
chi d'amor, che non l'ami? oh, de' celesti
premi sol degna e solo al ciel rivolta!