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By Auteur inconnu

Vago Augellin, che in sì soavi accenti,

L'antico tuo sfogando acerbo duolo,

Per queste amene selve afflitto e solo

Empi il Ciel di querele e di lamenti,

Se mai d'Amor gli stimoli pungenti

Sentisti al petto, a me rivolgi il volo.

Qui, dove mesto a gli occhi altrui m'involo,

E spargo all'aure alti sospiri ardenti;

Qui, per alleviar la pena atroce

Della nostra perversa e dura sorte,

Che sì altamente ne tormenta e cuoce,

Nel flebil canto io ti sarò consorte:

Dirò che un empio cuor tanto mi nuoce,

Che a poco a poco mi conduce a morte.