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By Tommaso Campanella

Musa latina, è forza che prendi la barbara lingua:

quando eri tu donna, il mondo beò la tua.

Volgesi l'universo: ogni ente ha certa vicenda,

libero e soggetto ond'ogni paese fue.

Cogliesi dal nesto generoso ed amabile pomo.

Concorri adunque al nostro idioma nuovo.

Tanto più, che il Fato a te die' certo favore,

perché, comunque soni, d'altri imitata sei:

d'Italia augurio antico e mal cognito, ch'ella

d'imperii gravida e madre sovente sia.

Musa latina, vieni meco a canzone novella:

te al novo onor chiama quinci la squilla mia,

sperando imponer fine al miserabile verso,

per te tornando al già lagrimato die.

Al novo secolo lingua nova instrumento rinasca:

può nova progenie il canto novello fare.