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Ch'io t'abbandoni, o Filli? Ah non ho io
Così perfida l'alma, e i merti tuoi
Sì grandi son, ch'esser non può che 'l mio
Cuor d'amarti e seguirti unqua s'annoi.
Pria verso il fonte suo correre il rio
Vedrassi, e da gli Esperj a i lidi Eoi
Volgere indietro il carro il biondo Dio,
E tenebre apportarne i raggi suoi,
Ch'io t'abbandoni, o Filli; e s'io ne mento,
Che le Pecore mie divori il Lupo,
E le Capre con lor, ch'io son contento.
Indi da qualche strano alto dirupo
Caggia col capo in giù tutto l'Armento,
E seco io caggia in antro orrido e cupo.