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By Tommaso Campanella

Quegli beato è, del Signor c'ha santa temenza;

sicuro e lieto il fa sua legge pia.

Di costui in terra alligna il seme potente,

del giusto il germe ognor benedetto fìa.

Ne' cui bei tetti ricchezza e gloria abonda,

in tutti tempi alberga la giustizia.

Pur ne le tenebre a' santi il bel lume si mostra

del pietoso Dio splendido tuttavia.

Giocondo è sempre il donator largo e benigno;

dal buon giudizio non si rimove mai.

Il suo nome mai non potrà estinguere morte,

né mala fama teme, e vittorioso vola.

Sta nel Signor fermo e sempre di speme ripieno:

non si movrà innanzi ch'ogni nemico pèra.

Il suo divise, e mangiâro i poveri amici;

gloria subblima il corno potente suo.

Il che vedendo poi, il peccator tristo s'adira,

dibatte i denti, e pur rabioso crepa.

Del giusto, ancor che al tardo, il disegno riesce,

e de' malvagi l'empia voglia père.