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By Auteur inconnu

Mira, o Nice crudel, da queste sponde

Nel mar tranquillo il tuo leggiadro viso:

Mira i negri occhi, e le sottili e bionde

Chiome, e 'l vermiglio labbro, e 'l dolce riso.

Quinci dedur potrai quanto profonde

Sian le ferite, ond'è il mio sen conquiso,

E che non tante son l'arene e l'onde,

Quanti i tormenti del fedel tuo Niso.

Quinci dedur potrai, mia cara Nice,

Quanto acerbo è il rigor d'una bellezza,

A cui paragonarne altra non lice.

E allor molle rendendo ogni durezza,

Avrai forse pietà d'un infelice,

Che te, più che 'l suo cuore, ama ed apprezza.