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By Torquato Tasso

O principe, più bello

del sol quando riluce

del celeste Monton ne l'aureo vello,

e miglior cavaliero

de l'immortal Polluce

e del pietoso Enea maggior guerriero,

e de la gloria altero

che gli avi ebber ne l'armi,

non ho degni di te rime né carmi.

Per te la casta moglie

del re del Lazio antico

cangiate avrebbe l'ostinate voglie,

messo Turno in oblio

ed ogni primo amico

che le fea caro il suo terren natio:

così novo desio

in quella dubbia impresa

di genero sì bel l'avrebbe accesa.

Se ti vedea Camilla,

sol per lo stral cadea

che da' begli occhi tuoi parte e sfavilla;

e sol fornir la guerra

la tua beltà potea

pria non veduta fra' mortali in terra;

e 'l cor, ch'indura e serra

il furor cieco e folle,

aperto avresti e fatto assai più molle.

Guerrier certo felice,

ma più felice amante,

ché quel che fare armato a te non lice

inerme far lo puoi

col tuo vago sembiante

e col dolce splendor de' lumi tuoi.

Quai regi o quali eroi

ebber più degne palme

o più chiare vittorie di tant'alme?

L'arme a' nemici tolte,

le spoglie sanguinose,

l'insegne al vento alteramente sciolte

fur trofei de' maggiori,

pompe a molti odiose

ed assai spesso invidiati onori;

ma 'l trionfar de' cori

sola è vera vittoria

e tua certa immortale e rara gloria.

In carro trionfale

parmi ch'Amor ti guidi,

simil di forma e di bellezza eguale;

cento vergini elette

ne' più famosi lidi,

cento ne' monti e cento in isolette,

punte da le saette,

di guarir non son vaghe,

ma ch'abbi parte di sì care piaghe!

Fra tante e così eccelse,

così belle ed illustri,

una, ch'avanza l'altre, egli si scelse

nova Lavinia, e nata

già quattro o cinque lustri

di chi più degna è di nomarsi Amata,

ch'è veramente nata

pur nel medesmo sangue

la memoria del quale anco non langue.

Canzon, va su l'Isauro,

dov'è la nobil coppia

ch'Amore ed Imeneo sì bene accoppia.