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L'aquila altiera e gloriosa insegna
Del sommo ciel che hora è discesa in terra
In forma humana, a tuto el mondo exemplo,
Miro, in la cui vista include e serra
Amor quella beltà che amar ne insegna
Ove mia vita e morte ogni hor contemplo;
Di lezadria, honestà, virtù e costumi
Quanto costei, che sola
Porta negli ochi quanto al cielo invola,
Porgendo un sol pien de amorosi lumi,
Onde el mio cor se accende e per cui vola
L'alma a sì gran disir che mai si posa
E cum gli aperti acumi
Vive contenta e ne l'amar pensosa.
Ciascun che alberga nel terrestre sito,
Contencto di sua sorte e di fortuna,
Miri costei per più felice vita:
Quanto natura di belleze aduna
E quanto in sua possanza è stabilito
Sol se ritrova in lei, sì che infinita
La sua belleza in cor gentili invita
A sì alta speranza e a tanto amore
Pien de ardente volere,
Che l'alma spinge al suo sì bel piacere,
Che spesso di dolceza struge il core.
E di tanta vageza continere
Non si può l'alma e suspirar amando,
Und'ella in tanto ardore
Lieta si pasce con amor tremando.
Tanta belleza fabbricata in cielo
Ove natura e Amor poser lor forza,
Per far di sua honestà più il mondo acceso,
Fra nui si vede e dolcemente sforza
Col suo quanto può honesto più fier telo
Il cor a tanta voglia e disio appreso
Che da dolce speranza è sol difeso;
Unde el convien che chi la vede e scorge
Ogni altra lizadria
In basso loco posta e spenta sia.
L'honesta sua beltà virtù ne porge
Onde si gusta e intende ogni harmonia,
Tanto suave, amena, dolce e pura
Che l'alma non se accorge
Del cor che dolcemente amor gli fura.
Questa beltà sì piena d'honestade
Porge più altera vista e nei sembianti
Par più sdegnosa al cor che tanto l'ama.
O pien d'error per troppo voglia amanti,
El cor pascendo in la più verde etade
Di quel pensier che spesso morte chiama,
Non vi accorgete che chi troppo brama
L'alma, la mente, il cor, sua vista offende
Con sì ardente disio
Che de sì stesso per altrui è in oblio.
Quanto honesta beltà più el cor accende
Tanto più altera mostra e il dolce rio,
Sì che non fa quel che si pensi o voglia
E spesso non intende
Come honesta belleza lighi o scioglia.
El ciel, amore e la natura ornaro
De sì vera honestà tanta belleza
Che al bramoso disio parse severa,
Ma con tanta pietade e tal dolcezza
Dal ciel discese in terra, ch'ogni amaro
Pensier riforma e dolcemente intera.
Di mercé piena una pietà sincera
Chi veder vole in un celeste viso
Miri dove è sol questa
Donna che ogni aspra voglia ferma e resta
Con sua sola pietade, unde è conquiso
Ciascun pensier che morte amando presta
E il cor, mercé chiamando, rege e tempra
Un sol piatoso riso
E quanta voglia, amando, l'alma stempra.
Sola pietade è il fido e sicur porto
Al cor nel mar degli amorosi affanni:
Percosso da pensier, suspiri e pianto
Sola pietà gli porge ai futur danni
Quella speranza che gli dà conforto,
Prestando a l'alma ardir, piacer e canto.
Pietà nel vago viso honesto e sancto
Sola si vede che l'ardente piagha
Facta mortal risana.
Dolce salute e tanta voglia humana,
Belleza, lezadria honesta e vaga
Seguir senza pietà l'alma è sì vana
Che di dolor si pasce e il cor di morte,
Ma più pietà l'apagha
Quanto è in più crudo stato ogni sua sorte.
Questo è l'uccel gentile e del ciel gloria
Di sua belleza e d'honestade altero
Ove è pietà con dolce amor congiuncta
In la cui forma humana e divo impero
Con tanta maestà, fama e victoria
Ch'ogni spietato cor con pietà spunta
Ma i' sento l'alma mia sì accesa e puncta
Da soi begli ochi e in tanto dolce stratio
D'un solo accorto guardo
Che mai dal cor se allenta el fiero dardo
Sì che ognhora più stanco e ognhor men satio
Vivo nel foco, ove tremando io ardo
E dove amor mi tiene in tanto affanno
Che spesso, oimè, disgratio
El curso di mia stella, onde ho tal danno.
El ti convien, canzon, andar parlando
Di questa sola donna a tuto el mondo,
Pietosa, honesta e bella
Porto sicur, ver segnio e fida stella
D'ogni altro cor, d'amor già quasi al fondo.
Humil te inclina e riverente ad ella
Poi che è piatosa e piena di mercede,
Digli ch'ormai in profondo
Di tanta guerra è il cor che pace chiede.