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Io son forzato, per farvi piacere
ed ubbidirvi, Niccolò mio caro,
a comporre il capitol del sedere.
Conosco ben ch'a soggetto sì raro
senza l'aiuto e 'l vostro alto favore,
in rena fondo, e in acqua zappo ed aro.
Datemi dunque e possanza e favore;
poi che sete il mio Apollo e 'l mio Parnaso,
da voi sper'io, non dalle Muse onore.
Non fu nel mondo l'uomo fatto a caso,
ma con somma ragione: e gli fu dato
per veder gli occhi, e per fiutare il naso;
orecchi, piedi, man, lingua e palato,
per udir, per andar, mangiare e bere,
e per risponder quand'era chiamato;
il membro poi viril per mantenere
la spezie umana, e 'l cul, con riverenza,
per riposarsi spesso e per sedere.
Molt'altre cose fa per eccellenza
questo forame, che tacerle è bene:
basta sol dir che non si può far senza.
E dietro fra le cosce e fra le schiene
sta la carne senz'ossa e rilevata,
la qual dell'uom appunto il mezzo tiene;
ma per seder sì bene accomodata,
che si può dir che la natura e Dio,
sol per questa cagion ce l'abbin data.
Ma temo or ben che non si paia ch'io,
in cambio del sedere, il culo onori
ed a quello indirizzi lo stil mio.
Né però esco della strada fuori;
ché chi volesse lodar la pittura,
convien che lodi il pennello e' colori;
così anche il seder, chi ben pon cura,
convien lodar le chiappe finalmente,
che del seder son termine e misura.
Cammina attorno e travaglia la gente,
ma nella fine stracca e fastidita
per riposarsi siede e nulla sente.
Anzi si gusta una gioia infinita;
ché chi è stanco e lasso e segga poi,
par che gli torni in corpo un'altra vita.
Il dir novelle, il cicalar fra noi,
e che varrebbon le cene e' conviti
senza seder? Giudicatelo voi.
I giuochi tanto belli e favoriti,
come son la primiera e l'appiattare,
senza seder sarebbono sbanditi.
Mill'altri giuochi né veder, né fare
mai si potrieno: e così mille spassi
ne converria per forza abbandonare.
Ma or volgendo in altra parte i passi,
dico che se a studiar non si sedessi,
saremmo tutti quanti babbuassi.
Chi è colui che imparando volessi
star ritto, od a giacer, ch'alfin saria
peggio che fare i beccafichi lessi?
Non ci sarebbe la filosofia,
che si trovò sedendo: e d'ogni bene
avremmo finalmente carestia.
Il seder, sempre agli uomini dabbene,
a' grandi ed a' signori e a monsignori,
e quanto son maggior, più si conviene.
Stanno a sedere papi e imperadori
quasi a tutti i negozi: e volentieri
si piglian, nel seder, sì fatti onori.
Hanno d'intorno conti e cavalieri,
filosofi e buffon, che stanno in piede
ritti, che paion proprio candellieri.
Mai non fa male altrui quegli che siede:
non ruba, non ferisce e non ammazza:
e cieco è finalmente chi nol vede.
Se si stesse a seder la gente pazza,
godendo a casa, il mondo or non saria
d'uomini pien di così trista razza.
Non sarebbon soldati in Lombardia,
in Francia, nella Magna e in altra parte,
che cercan quel ch'è d'altri portar via.
E lo sfacciato e disonesto Marte,
ch'ogni ben mette, ogni dolcezza in bando,
sbandito si staria solo in disparte.
Sedendo non s'adopra lancia, o brando,
ben che sia qualche volta di bisogno,
sì come al tempo già del conte Orlando.
Parrà fors'a qualcun ch'io scriva in sogno,
e dica cose fuor d'ogni dovere,
tanto che quasi quasi mi vergogno.
Ma se saranno amici del sedere
cioè di pace, d'agio e di riposo,
vedranno che le sorbe non son pere.
Ma ora è tempo ch'al mio glorïoso
seder ritorni e che di lui favelli
il resto che nel cuor tengo nascoso.
Siedesi in cielo, e gli angeli più belli
seggon più alto: e così il paradiso
è tutto pien di sedie e di sgabelli.
E come la Scrittura ne dà avviso,
a seder sempre stan l'alme beate
l'eterno ben mirando fiso fiso:
sì che, di grazia, un po' considerate
quant'esser deve onorat'oggi il mondo
e pregiato il seder dalle brigate.
Il sedere è più dolce e più giocondo
che star nel letto il verno accompagnato,
ed or di state i poponi e 'l vin tondo.
E colui si può ben chiamar beato,
che il ciel gli ha dato un'arte ed un mestiero,
che si faccia sedendo in ogni lato.
Le donne in questa parte, e daddovero,
hanno avuto più larga la natura,
se drittamente si riguarda il vero;
perch'a seder, se ben ponete cura,
il più del tempo stanno allegramente:
ed hanno anche una buona seditura,
cioè, con che sedere agiatamente;
perché mi par che gli abbia una gran grazia,
chi sotto un grasso e grosso cul si sente;
ma chi l'ha magro e strutto per disgrazia,
con cert'ossi pagani, asciutti e secchi
affatto mai di seder non si sazia;
ché gli par proprio star sopra gli stecchi
ogni po' po' che segga, ancor che stia
sopra guanciali ben logori e vecchi.
E così chi di mele ha carestia,
sta male, e ben può dir ch'egli abbia addosso
per sempre un'incurabil malattia.
Or poi che lodat'ho quanto mai posso
questo seder, mi par tempo a fornire,
ben ch'il mio stil non gli abbia tocco l'osso.
Pur sono stato il primo a far sentire,
Niccolò caro, per vostra cagione,
le lodi sue, a chi le vuole udire:
e mi attengo alla vostra opinïone,
che in cielo, o in terra, trovare, o vedere
cosa nessuna possin le persone,
né miglior, né più bella ch'il sedere.