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By Auteur inconnu

Caro Usignol, che sfoghi i tuoi tormenti

Rinchiuso in selva solitaria e bruna,

Oh quanto invidio che tua ria fortuna

Spieghi in sì dolci e sì soavi accenti!

Fossi io pure Usignolo, e 'n tai concenti

Narrassi le mie pene ad una ad una:

Pastor non fora, o Pastorella alcuna,

Che non piangesse al suon de' miei lamenti.

Così pietosa diverria colei

Che m'arde e m'odia; e ascolterebbe appieno

La lunga istoria de gli affanni miei.

Se mi scacciasse poi dal suo bel seno

(Giacché tanto or le spiaccio), io pur godrei

Che di me le piacesse il canto almeno.