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By Auteur inconnu

Egro languia il gran Nicandro e seco

Gentilezza e valore egro languia;

Gemea l'aere e la terra, e infausto e cieco,

Pallido e dubbio velo il dì copria.

Io qual fussi non so, poiché più meco

Non era, ahimè, la mia virtù natia,

Ché ad or ad or con più terribil eco

Alta amara novella il cuor m'apria.

Quando, o gran Dio, la tua pietà rivolse

Quaggiù il guardo, onde il Ciel conforti e bèi,

Che in lui mirando ogni malor gli tolse.

Che non videro allor quest'occhi miei!

Riser le sfere e il suol letizia accolse,

Ma ridir non poss'io qual io mi fei.