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By Auteur inconnu

Stanchi ed oppressi i miei pensier' non sanno

Più ragionar di mia dolente sorte,

Confusi allor che veggon trarmi a morte

Da un caro, acerbo, e sempre nuovo affanno.

Il sospetto e l'amor tal guerra fanno,

Che non v'è chi fra loro audace e forte

S'opponga, mi soccorra, e riconforte

La mente, che già cede al lungo danno.

Un giusto sdegno al mio crudel tormento

Tregua invano promette, e invano a lato

Stammi per fare il mio dolor più lento.

Incostanza potria sul cor turbato

Provar sua forza, e far mio foco spento,

Ma pure ho in odio il variar mio stato.