9 (211)

By Auteur inconnu

Cosa mortal spesso tal grazia acquista,

Che muta aspetto, e contro 'l tempo dura;

Perciò, Donna, il mio fin poco m'attrista,

Poiché Febo, e le Muse han di me cura.

Spero, qual già sovra il Peneo fu vista,

Veder del Tebro un dì nell'onda pura

In un bel lauro trasformata e mista

Arboreggiar l'antica mia figura.

Quindi le Ninfe al nuovo Tronco intorno,

Qual fece Amor nella midolla interna,

Incideranno il tuo bel nome adorno.

Me fortunato, se dall'ombra inferna

T'alzeranno i miei rami, e in chiaro giorno

Il tuo crin cingerò di fronde eterna.