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Cosa mortal spesso tal grazia acquista,
Che muta aspetto, e contro 'l tempo dura;
Perciò, Donna, il mio fin poco m'attrista,
Poiché Febo, e le Muse han di me cura.
Spero, qual già sovra il Peneo fu vista,
Veder del Tebro un dì nell'onda pura
In un bel lauro trasformata e mista
Arboreggiar l'antica mia figura.
Quindi le Ninfe al nuovo Tronco intorno,
Qual fece Amor nella midolla interna,
Incideranno il tuo bel nome adorno.
Me fortunato, se dall'ombra inferna
T'alzeranno i miei rami, e in chiaro giorno
Il tuo crin cingerò di fronde eterna.