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Quel sacro Legno, che l'eterno Amore
Del prezioso, utile sangue asperse,
Lunga immemore età tolse all'onore
De' Templi, e d'erba e di terren coperse.
Ma finalmente dall'antico orrore
Del suo sepolcro in questo giorno emerse,
E di purpureo ancor vivo colore
Le tinte braccia in alto loco aperse.
Vanne, santa allegrezza, a lui d'intorno,
I dolci inni sciogliendo; e accesi ed arsi
Oscurate, profumi, il nobil giorno.
Ma l'etade, onde avvenne ignoto starsi
E sepolto il bel Tronco, abbia di scorno
I livid'occhi, e d'atra invidia sparsi.