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Mentre di lieti paschi al bel soggiorno,
Ove frondeggian cento lauri e cento,
Cantando il mio guidai povero armento,
Che si fa bello più di giorno in giorno;
E mentre queta al verde faggio intorno
Stava l'aura ad udirmi, al primo accento
Uscì l'invidia nera, e in un momento
D'orride strida il bosco empié d'intorno.
Io risi allor: poi dando forza al mio
Canto, dissi: “O crudel mostro, m'udrai;
Né il tòsco temo, no, di tue pupille.
Tu sol con quello ancor, che nel tuo rio
Vipereo sen già nutri, alfin morrai,
Ed io vivrò dopo mill'anni e mille.”