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L'empio, se strinse d'amicizia unquanco
O strigne ancor nodo tenace e forte,
Guida l'amico per fallaci e torte
Strade, e nel mal oprar gli è sprone al fianco.
Reso poi questo e baldanzoso e franco,
Segue sì del piacer le infide scorte,
Che trova meta al suo cammin la morte,
Né può indietro tornar già lasso e stanco.
Ben allor di fuggire ei forte agogna,
Ché di Morte già già l'assale il dardo:
Ma tenta invan, qual uom, che pave e sogna.
Torvo e sdegnoso in ver' l'amico un guardo
Volge, e di lui si lagna, e sé rampogna.
Che pro, che pro? ché il pentimento è tardo.