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Dice, e ben erra il volgo, allor che solo
Porto di largo pianto il ciglio asperso,
O se di riso il labbro appar cosperso:
“Questi or carco è di gioia ed or di duolo.”
Ma tu, Signor, che l'ampio Cielo e 'l suolo
Scopri da Battro insino al Polo avverso,
Lo sguardo a me giri sì chiaro e terso,
Che da te invan co' miei desir' m'involo.
Deh, se in me scorgi (ah lagrimando il dico)
Folle brama d'onor bugiardo e rio,
Pianto d'amore al Santo Amor nemico,
Fa' che ancor erri il volgo, e saggio e pio
Sia duolo, e sembri riso, e 'l fallo antico
Tergendo in me, sia gioia il pianto mio.