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Il fuoco già creduto impuro e rio,
Che quiete e bontà da me rimosse,
Io poteva sperar che estinto fosse,
Poich'oppresso io l'avea con grave obblio.
Ma appena un ozioso empio desio
Fiato leggier di rimembranza mosse,
Che la fiamma sepolta il peso scosse
E più ardente di prima indi n'uscìo.
Coll'acqua allor, cui duolo intenso elice,
Tento che miglior prova a me riesca,
Quando voce improvvisa al cor mi dice:
“Purissimo è il tuo fuoco, impura è l'esca;
Dunque da te, se viver vuoi felice,
Mutisi l'alimento, e il fuoco cresca.”