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By Auteur inconnu

Desolata Città, Città di lutto

Fosti un tempo, Alma mia; per le cui porte,

Ond'odi e vedi e senti, entrò la Morte,

Che teco il tuo bel Regno ebbe distrutto.

Né tel mirasti tu con ciglio asciutto.

Onde, mercé del tuo Signor, risorte

Vedi le porte stesse, e vie più forte

Agli assalti ritegno in lor costrutto.

Invincibile or sei, sol che tu il voglia:

Che tu il voglia è suo vanto. Or dunque esprima

La tua vita i suoi vanti e la tua doglia.

Doglia e rossor di quel che fosti in prima

. Chi d'esaltar l'Altissimo s'invoglia

No 'l puote; il puote sol chi sé deprima.