9. Amando lungiamente
Amando lungiamente,
disio ch'io vedesse
quell'ora ch'io piacesse,
com'io valesse, - a voi, donna valente;
maravigliosamente
mi sforzo s'io potesse
ch'io cotanto valesse
c'a voi paresse - lo mio affar piacente.
Vorria servire a piacimento
là 'u'è tutto piacire,
e convertire - lo meo parlamento
a ciò ch'eo sento:
per intendanza de le mie parole
vegiate come lo meo cor si dole.
Non dole c'agia doglia,
madonna, in voi amare;
anti mi fa allegrare
in voi pensare - l'amorosa voglia;
con gioi par che m'accoglia
lo vostro innamorare,
e per dolce aspettare
veder mi pare - ciò che mi sorgoglia.
Ma d'una cosa mi cordoglio,
ch'eo non so in veritate
che voi sacciate - lo ben ch'eo vi voglio;
a ciò mi doglio,
non posso dir di cento parti l'una
l'amor ch'eo porto a la vostra persuna.
Se l'amor ch'eo vi porto
non posso dire in tutto,
vagliami alcun bon mutto,
chè per un frutto - piace tutto un orto
e per un bon conforto
si lassa un gran corrutto
e ritorna in disdutto:
a ciò non dutto - tal speranza porto.
E se alcun torto mi vedete,
ponete mente a vui,
che bella piui - per orgoglio siete:
che voi sapete
c'orgoglio non è gioi, m'a voi convene
e tutto quanto vegio a voi sta bene.
E tutto quanto vio
mi pare avenanteze
e somma di belleze;
altre riccheze, - nè gioi non disio;
e nulla donna vio
c'agia tanta adorneze
che, per la vostra alteze,
non sia basseze; - launde innamorio.
E se amasse, madonna mia,
io voi e voi meve,
se fosse neve - foco mi parria,
e notte e dia
e tuttavia - mentre c'avragio amore;
e chi ben ama ripaira in dolore.
Non so com'eo ripairo,
nè che di me farete:
aucider mi potrete
e trovarete - in me non core vairo,
ma tuttavia d'un airo,
cotanto mi piacete;
e morto mi vedrete
se non m'avrete - a lo vostro ripairo:
a lo conforto di pietanza
che vi cozzi a lo core,
e li occhi fore - piangano d'amanza
e d'allegranza:
con abundanza - de lo dolce pianto
lo bel visagio bagni tutto quanto.