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By Filippo Scarlatti

Po' che sonetti cominciamo a dire,

parlian di Gieso Cristo salvatore,

di gloria re e del mondo signore.

E' volle nella Vergine venire,

e po' gli piacque morte sofferire

per vincere e scacciar via ogni errore;

el mondo alluminò con suo splendore

Cristo beato, nostro padre e sire.

E questo conterai agli Cristiani,

sonetto mio, ciò che tu parli e dici,

che Gieso Cristo aperte tien le mani

per ricever color che sono suo amici:

e que' ch'al mondo vivon come cani

Cristo gli manderà fra' suoi nimici.

Non ti partir di quici,

essendo in alto tuo pensiero al mondo,

ché 'n una brevità ti truovi al fondo.