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Po' che sonetti cominciamo a dire,
parlian di Gieso Cristo salvatore,
di gloria re e del mondo signore.
E' volle nella Vergine venire,
e po' gli piacque morte sofferire
per vincere e scacciar via ogni errore;
el mondo alluminò con suo splendore
Cristo beato, nostro padre e sire.
E questo conterai agli Cristiani,
sonetto mio, ciò che tu parli e dici,
che Gieso Cristo aperte tien le mani
per ricever color che sono suo amici:
e que' ch'al mondo vivon come cani
Cristo gli manderà fra' suoi nimici.
Non ti partir di quici,
essendo in alto tuo pensiero al mondo,
ché 'n una brevità ti truovi al fondo.