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Veggomi innanzi per l'umana via
In verdi panni una Donzella vaga,
Talché mia vista in lei contenta e paga
Da qualunque altr'oggetto si desvia.
Ma talor di sua molta leggiadria
Un pensier timoroso non s'appaga,
E paventa o d'inganno o d'arte maga,
O d'error di corrotta fantasia.
Pur temendo vo dietro alla mia scorta,
Ch'a suo piacer mi guida, e non so dove:
So ben ch'è molto aspra la strada e torta.
Lasso, che fia di me? volgere altrove
Solo non posso, e quella, che mi porta,
Per men aspro sentier l'orme non muove.