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By Erasmo da Valvasone

Vivesti, e i tuoi costumi alteri e santi,

i cari sguardi de le luci scorte

da leggiadra onestà, le note accorte,

ch'eran de l'alme altrui soavi incanti,

in te fur eccellenze, e furon vanti

assai sovrani ad ogni umana sorte,

né parver cosa in cui potesse morte,

ma di celeste diva opre e sembianti.

Tu t'infermasti, e la beltà smarrita

poteo farsi stimar dal mondo stolto

donna a mortali passion soggetta.

Moresti, e ne la morte, il dubbio sciolto

che sospesi tenea gli animi in vita,

ti dimostrasti dea vera e perfetta.