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By Guido Gozzano

Giugno. Per le finestre il sole inonda

la bella stanza d'una luce aurina:

freme la messe pei solchi della china,

la messe omai matureggiante e bionda.

La bruna sposa sede alla vicina

cuna ancor vuota: pare ch'ella asconda

un gran segreto quando l'occhio inchina

al seno stanco che l'amor feconda.

È la cuna ancor vuota, ma Ella sente

che l'ora dell'avvento è assai vicina

che ben presto il Messia sarà presente.

E a quel pensiero il bruno capo inchina

al lavoro sottil, le mani adopra

su le fasce su i lini su la trina.

Ottobre. Per i vetri Autunno inonda

la bella stanza delle luci estreme:

vanno i bifolchi cospargendo il seme

su per la china con canzon gioconda.

La sposa agonizzante in su la sponda

del letto sta riversa e più non geme

e accanto a lei e nato e morto insieme

è il bambino difforme. Una profonda

quiete è d'intorno: sopra il lin vermiglio

tutto di sangue che un baglior rischiara

la sposa muore, bianca come il giglio.

La Morte, intanto, il feretro prepara:

a l'alba di diman la madre e il figlio

saran racchiusi nella stessa bara.