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By Torquato Tasso

Ercole, quanto avvien ch'io più m'attempi

tanto più vago di saper divegno,

e 'l fallir giovenile e l'ozio indegno

canuto or piango e i miei passati tempi,

ne' quai potea seguir più rari esempi

e più sovente col veloce ingegno

alzarmi a volo del celeste regno,

cercando gli alti e luminosi tempi;

e spesso a terra il volsi, o lauro o mirto

o verde speco vagheggiando o fonte,

onde convien ch'indarno or geli e sudi.

Ma tu che fai, sublime e chiaro spirto,

che le posse e le voglie hai così pronte?

e quale è 'l frutto de' tuoi degni studi?