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By Isabella di Morra

Se a la propinqua speme nuovo impaccio

o Fortuna crudele o l'empia Morte,

com'han soluto, ahi lassa, non m'apporte,

rotta avrò la prigione e sciolto il laccio.

Ma, pensando a quel dì, ardo ed agghiaccio,

ché 'l timore e 'l desio son le mie scorte:

a questo or chiudo, or apro a quel le porte

e, in forse, di dolor mi struggo e sfaccio.

Con ragione il desio dispiega i vanni

ed al suo porto appresso il bel pensiero

per trar quest'alma da perpetui affanni.

Ma Fortuna al timor mostra il sentiero

erto ed angusto e pien di tanti inganni,

che nel più bel sperar poi mi dispero.