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Tanti saluti mando al buon Crivello,
quanti cancari mando all'Aretino,
ed a quel becco principe assassino,
che nel cul non si caccia il suo flagello.
E se direte, che gli è poco a quello
che per voi deggio, io povero e mischino,
che più darò, se trovomi in Torino
né Generale ancor, né Colonnello?
Il mio cor non vi mando, che lasciato
vi fu, né l'ebbi meco più, da poi
che il Bottazzo lasciai nel Monferrato.
Però, s'egli dimora pur con voi,
né più vi posso dar quel che v'ho dato,
dicavi, ove egli sta, gli affetti suoi.