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By Tommaso Campanella

Credulo il proprio amor fe' l'uom pensare

non aver gli elementi, né le stelle

(benché fusser di noi più forti e belle)

senso ed amor, ma sol per noi girare.

Poi tutte genti barbare ed ignare,

fuor che la nostra, e Dio non mirar quelle.

Poi il restringemmo a que' di nostre celle.

Sé solo alfin ognun venne ad amare.

E, per non travagliarsi, il saper schiva;

poi, visto il mondo a' suo' voti diverso,

nega la provvidenza o che Dio viva.

Qui stima senno l'astuzie; e perverso,

per dominar, fa nuovi dèi. Poi arriva

a predicarsi autor dell'universo.