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Credulo il proprio amor fe' l'uom pensare
non aver gli elementi, né le stelle
(benché fusser di noi più forti e belle)
senso ed amor, ma sol per noi girare.
Poi tutte genti barbare ed ignare,
fuor che la nostra, e Dio non mirar quelle.
Poi il restringemmo a que' di nostre celle.
Sé solo alfin ognun venne ad amare.
E, per non travagliarsi, il saper schiva;
poi, visto il mondo a' suo' voti diverso,
nega la provvidenza o che Dio viva.
Qui stima senno l'astuzie; e perverso,
per dominar, fa nuovi dèi. Poi arriva
a predicarsi autor dell'universo.