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Morte ha spento quel Sol ch'abbagliar suolmi,
E 'n tenebre son gli occhi interi e saldi;
Terra è quella ond'io ebbi e freddi e caldi;
Spenti son i miei lauri, or querce ed olmi
(Di ch'io veggio 'l mio ben; e parte duolmi);
Non è chi faccia e paventosi e baldi
I miei pensier, nè chi gli agghiacci e scaldi,
Nè chi gli empia di speme e di duol colmi.
Fuor di man di colui che punge e molce,
Che già fece di me sì lungo strazio,
Mi trovo in libertate amara e dolce.
Ed al signor ch'i' adoro e ch'i' ringrazio,
Che pur col ciglio il ciel governa e folce,
Torno stanco di viver, non che sazio.