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By Matteo Maria Boiardo

Ormai son giunto al fine, ormai son vinto,

né più posso fugir né aver diffesa;

quel desir che tenea mia voglia incesa

è da geloso nimbo in tutto extinto.

Deh, che dico io? ché sì m'ha il cor avinto

questa indovuta e inaspetata offesa,

che l'alma che vagava adesso è presa,

in tutto è pressa e posta in labirinto.

Chi mi trarà già mai del cieco errore?

Ché il filo è roto e rota è quella fede

che era de lo errar mio conforto e duce.

Più non spiero pietà, non più mercede,

abandonato, solo, e sanza luce,

né meco è più se non il mio dolore.